Scuola Primaria: i colloqui con le maestre

Oggi è giorno di colloqui. Per noi è il quarto dall’inizio dell’anno scolastico e devo dire che stabilire un canale di comunicazione chiaro con le maestre è veramente complicato.

Se tuo figlio è il classico bambino tranquillo, che si conforma e segue le indicazioni delle maestre come un bravo soldatino, non c’è alcun problema naturalmente: le maestre ti liquidano con un va tutto bene! Ci vediamo al prossimo colloquio. “E anche così, guai a tentare di andare, chiedendo troppe informazioni sulle attività a scuola o sul programma” – mi riferiva tempo fa un’amica “le maestre si mettono subito sulla difensiva e appuntano il tuo nome nel loro libro nero“.

Se poi tuo figlio non si conforma subito alle regole e crea “problemi” in classe cosa succede? A noi è capitato ed è stato difficile – e lo è tuttora – comunicare in modo efficace con le maestre, perché il rischio di incomprensioni è sempre dietro l’angolo. Lorenzo, nei primi mesi di scuola faceva il buffone (lo splendido come dice la zia Federica), durante le lezioni faceva battute rideva, cercava in continuazione di attirare l’attenzione dei compagni facendo lo sciocco.

Le maestre, allora, hanno chiesto a noi il perché del suo comportamento. Noi, dal canto nostro, non potevamo che fare congetture, e a nostra volta abbiamo chiesto spiegazioni a loro: “Noi non siamo in classe e non conosciamo le dinamiche del gruppo. Forse dovreste essere voi a spiegarci perché il bambino assume questi atteggiamenti, che noi riconosciamo solo in parte come abituali“.

Risultato: alla fine del primo colloquio eravamo tutti scontenti. Le maestre ci avevano già catalogati come genitori rompiscatole e noi le avevamo catalogate come incapaci di relazionarsi a un bambino di sei anni (cosa di cui peraltro siamo ancora abbastanza convinti, ma questa è un’altra storia).

Nonostante non fossimo contenti dell’atteggiamento delle maestre, ci siamo messi in discussione e abbiamo parlato con un’amica che insegna alle elementari, per capire quale fosse la via migliore per costruire una relazione meno conflittuale con loro.
Così, prima delle vacanze natalizie, abbiamo comunicato la nostra disponibilità a colloqui aggiuntivi per capire meglio come lavorare insieme per aiutare il bambino a trovare una sua collocazione all’interno del gruppo classe.

Nei colloqui successivi abbiamo puntato molto, e continuiamo a farlo, sul lavorare insieme, perché non vogliamo dare l’impressione che quel che succede a scuola non ci riguardi, ma anche perché desideriamo che le maestre si impegnino a trovare il modo giusto di interagire con il bambino in base alle sue esigenze e al suo carattere.

Siamo troppo idealisti?
E’ inutile negare che generalmente le maestre, almeno le nostre, preferiscono i bambini più “facili”, che non le mettono in una situazione di potenziale conflitto con i genitori, obbligandole a un maggiore sforzo di comunicazione.
Noi però vogliamo credere che i nostri sforzi possano produrre dei risultati. Vogliamo crederci perché Gugo dovrà passare con queste persone cinque anni della sua vita e vorremmo che fossero cinque anni sereni.

Con le migliori intenzioni, quindi, ci prepariamo al colloquio di oggi, ripetendo costantemente il nostro mantra preferito: Dobbiamo essere Zen! Dobbiamo essere Zen! Dobbiamo essere Zen! Dobbiamo essere Zen!

E voi, come affrontate i colloqui con le maestre dei vostri figli?

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12 pensieri su “Scuola Primaria: i colloqui con le maestre

  1. Premetto che non ho figli e che non ho esperienza da interessato. Ma ho un’età tale per cui riesco ancora a ricordarmi le dinamiche alunno-genitori-insegnanti. Premetto anche che le sfumature sono sempre importanti, ma alla fine se ci concentra troppo sulle sfumature, si perde la visione di insieme. Tutto questo, per esprimere la mia personalissima opinione. Leggendo il tuo post, secondo me l’analisi è semplice: quelle maestre, nel migliore dei casi, non hanno voglia di fare un ca…un cavolo (diciamo così) e nel peggiore non sanno fare il loro mestiere. Non finirò mai di dire e di pensare che IL compito principale di una maestra, soprattutto delle elementari, è quello di riconoscere e valorizzare le differenze e di non appiattirle nella ricerca della della via più semplice e tranquilla di stare in classe. Una maestra non deve solo insegnare, ma anche educare (insieme ai genitori, ovvio). Un riscontro del tipo “vostro figlio disturba” non vuol dire nulla. E’ come se nel nostro lavoro, un cliente ci dicesse “quella pubblicità non va bene”, quando il discorso è molto più complesso: perchè non va bene? quali obiettivi non raggiunge? è sbagliato il tone of voice? il messaggio che veicola? l’estetica? ecc.
    Una frase come “vostro figlio disturba” significa solo “non sono capace di fare il mio lavoro”. Capisco che in uno scontro tra le due parti, alla fine ci rimetta sempre il bambino, ma secondo me non bisogna nemmeno dimenticare una cosa: la maestra non è il cliente. Noi, i genitori, i cittadini, siamo il cliente. La maestra è la dipendente. E’ giusto che si comporti come tale.

  2. Bella domanda; non lo so ancora, perchè non ne ho ancora fatti. Quello che ci è stato anticipato alla prima riunione di classe è stato che i colloqui per semestre saranno due; uno a metà semestre e uno alla consegna delle pagelle. Dato che hanno tantissime famiglie da incontrare, chiedono (a meno di problemi) di farne solo uno dei due. Se un bambino va bene a scuola lo potremo vedere già dai quaderni, e dunque non c’è bisogno effettivo di dirsi di più.
    Non so ancora se raccoglierò questo invito (capisco che coi tagli certe situazioni non dipendano da cattiva volontà), ma certo non mi è passato inosservato il messaggio implicito che i bambini sono i loro voti, che interessa solo che raggiungano gli obbiettivi (e bene), che come stanno, come si relazionano, come vivono la giornata, ecc non è poi così importante.
    Posso dire di essere perplessa?

    • Cara Sara,
      altroché se puoi dirlo e fai bene a dirlo… intorno a me vedo troppi genitori che davanti a certi atteggiamenti degli insegnanti si limitano a fare spallucce e a subire… Anche se tuo figlio o figlia va bene, è importante partecipare ai colloqui con le maestre per capire come loro si rapportano ai bambini e ai genitori.
      Nella nostra scuola hanno già stabilito i giorni di colloquio con gli insegnanti e in quei giorni loro DEVONO, senza scuse organizzarsi per parlare con tutti i genitori della classe.
      Purtroppo alcune maestre usano la “scusa” dei tagli per rendersi meno disponibili nei confronti di genitori e alunni… lo so per esperienza!

  3. Salve ,confido nel vs aiuto.
    siamo genitori di cristiano ,7 anni ,2 elementare,a causa del comportamento un po vivace di ns figlio stiamo avendo problemi con le maestre,adesso anche con la dirigente scolastica del comprensorio .tutto nasce da quando hanno saputo che siamo separati,ma per fortuna siamo in pace nel senso che vedo il bambino regolarmente senza restrizione alcuna, Adesso anche le mamme si lamentano,hanno fatto una lettera con lamentele alla dirigente,non sono “razzista” ma loro lo sono..
    Ns figlio appena fa una azione che non gli va a genio,le maestre la ingigantiscono dicendo che tutta la giornata si e’ comportato male ,invece non e’ cosi’,il bambino segue le attivita’ regolarmente,i compito li fa tutti ,ma si sono impuntati ,noi (io in particolare)ci siamo lamentati vivacemente e ci hanno preso in antipatia e questo e’ abbastanza grave…Ci hanno chiesto il ritiro del bambino ,ci hanno chiesto ,compreso la dirigente,di fare visitare il piccolo da un psicologo e farlo andare ne giro di pochi giorni dalla dirigente,Riguardo all’educazione di Cistiano,noi stiamo sempre attenti a migliorare i suoi comportamenti,e un pochino presuntuoso ma da qui a dire che in classe e’ un “terrorista”ce ne vuole ,lo portiamo in palestra e l’istruttore dice che e’ un bambino che richiede le sue attenzioni ma facendolo partecipe si comporta benissimo,in classe questo tempo no c’e’ l’hanno,e vogliono 20 mummie ,la classe perfetta…vorrei nel frattempo fare un esposto a chi di competenza ma sto esitando un pochino.Adesso gli ho detto che tutto cio’che chiedete me lo facciano per iscritto con raccom …Dopo di cio’ prendendo il bambino in uscita chiedendo come e’ andata la giornata per ripicca ,la risposta della maestra e’ ” non sono tenuta a dirgli nulla “,aspetti i colloqui con i genitori ,,,Posso aspettare 2-3 mesi i colloqui per sapere qlcosa dell’andamento???scusate ma per me e’ una emerita ignorante ,se ci facciamo antipatia.di riflesso ci va di mezzo il piccolo…e cmq non ho intenzione di cambiare scuola,per motivi logistici ci conviene in questo plesso..almeno per questo anno.Abbiamo prenotato una visita con psicologo ma per capire effettivamente se c’e’ qlke problema da risolvere,sicuramente qualcosa c’e’ ,,,ma non cosi’ esageratermente come dicono in questa scuola,le mamma hano fatto comunella,le maestre pure ,ma purtroppo io voglio che le cose vadano per il meglio rispettando la legge…Siamo in scuola dell’obbligo,e noi non ritiriamo il bambino per fargli un favore …le maestre hanno mollato la presa e stanno facendo di tutto per farcelo ritirare e addirittura stanno scivendo ultimanmente note negative nel diario.ma cio’ e’ veramente esagerato…Ho parlato con amici professori di altre scuole e mi hanno detto che stanno facendo abuso, mi hanno consigliato di fargli fare richieste scritte di eventualmente poi si valuteranno ..spero rispondiate a breve..Vi ringrazio anticipatamente ..
    saluti

  4. Caro Giuseppe, mi spiace leggere delle difficoltà che state passando, ma per quanto voi genitori pensiate di essere nel giusto, forse “lamentarsi vivacemente” non è l’approccio migliore per aiutare gli insegnanti ad aiutare vostro figlio!
    Come avrà letto nel mio post (ormai dello scorso anno) io e mio marito abbiamo SEMPRE usato diplomazia e buone maniere con dirigente e insegnanti, perché mettersi a fare la guerra con la scuola danneggia soltanto il bambino e non risolve nulla. E perché noi eravamo comunque consapevoli che in quell’ambiente il comportamento di nostro figlio era difficile da gestire per le insegnanti.
    Mi sembra inoltre corretto (parlo per esperienza personale e di amici che si sono separati non da esperta del settore) il suggerimento di consultare un terapeuta se il bambino ha affrontato la separazione dei genitori. A voi può sembrare di aver fatto il possibile per gestire il tutto in modo “tranquillo”, ma non è mai possibile sapere cosa passa veramente nella mente dei nostri bambini e forse, dico forse, un terapeuta potrà aiutare vostro figlio a gestire e superare una rabbia che lui reprime a casa e sfoga poi a scuola.

    Per quanto riguarda il cambio di scuola, a questo punto credo sia la scelta migliore per tutti: per voi, che non avete più fiducia negli insegnanti, e soprattutto per il bambino che di certo percepisce il vostro disagio nei confronti della scuola.
    Noi alla fine dello scorso anno abbiamo preso la difficile decisione di chiedere un trasferimento di sezione (da 40 a 30 ore), presentando, a sostegno della richiesta, una relazione della terapeuta che avevamo consultato in merito (di nostra iniziativa). Oggi abbiamo degli insegnanti che comprendono meglio i “difetti” del bambino e possiamo parlare di vera collaborazione su tutti i fronti. E naturalmente a guadagnarci è stato nostro figlio!

    • Grazie della risposta ,ma adesso seguendo la terapia di supporto medico la maestra non collabora,umilia il bambino davanti ai suoi compagnetti,sgrida ad alta voce,ha posizionato il piccolo faccia al muro diverse volte per parecchio tempo… Ha mollato la presa asserendo colpe al ns metodo educativo…vorrebbe chiedessimo maestra di sostegno..adesso di nostra iniziativa non chiediamo sostegno,possono chiederlo la scuola? All’anno nuovo valutiamo se necessita il sostegno.. ,cambiamo scuola sicuramente ma posso tollerare tale comportamento della insegnante”protetta “dalla dirigente??Quasi Tutti i giorni note negative nel diario scolastico..e il piccolo dice che spesso non e’ vero…E’ un danno psicologico al piccolo,la maestra manca di alcuni requisiti fondamentali di dottrinamento scolastico..e tra le 4 mura nessuno e’ presente …potrei inoltrare reclamo all’ex provveditorato per sapere cosa succede a scuola….che posso fare per questi ultimi mesi di scuola..aspettare e subire???Saluti….

      • La situazione è complessa ed è proprio così che ci sentivamo noi lo scorso anno, anche se forse la situazione non era così grave.
        In ogni caso abbiamo sempre fatto buon viso a cattivo gioco, nel senso che sapendo che fino a giugno nostro figlio sarebbe rimasto in quella classe abbiamo semplicemente tenuto duro, anche se con grande difficoltà.
        Non so quanto possa essere utile rivolgersi a un ufficio scolastico regionale perché la stessa dirigente continuerà a tenere la cosa sottotono e a minimizzare.
        Potrebbe invece essere utile, visto che il bambino ora è seguito da un terapeuta, consegnare alle insegnanti (in copia alla dirigente) una brevissima relazione che dia dei consigli su come rapportarsi al bambino in modo da limitare i conflitti. Noi lo scorso anno lo abbiamo fatto e un pochino ha aiutato, nel senso che almeno lo hanno rimesso insieme agli altri bambini per l’ultimo mese di scuola.
        Per quanto riguarda infine un’eventuale richiesta di sostegno il mio consiglio è di parlarne col terapeuta, che avrà sicuramente un approccio più neutrale rispetto alle attuali insegnanti e può suggerirvi il percorso migliore da seguire per vostro figlio…

      • Salve..infatti anche qui la situazione e’ molto complessa,proviamo a chiedere una relazione al terapeuta per seguire il suo consiglio,speriamo di riuscirvi in pochi giorni in modo da capire se vi’e’ collaborazione da tutte le parti…non solo dalla nostra..Per la rchiesta di sostegno il terapeuta vorrebbe che lo chiedessimo noi, spero di ultimare l’anno scolastico senza ,perche ‘da parte nostra non necessita,con la relazione,se va in porto, la maestra mettendo in atti i consigli dati dovrebbero esserci miglioramenti….ma sono quasi convinto che l’equipe medica non fara’ la relazione dicendoci che hanno riferito verbalmente i consigli,e la cosa non ci soddisfa….Saluti e grazie…eventualmrnte vi terro’ aggiornati sperando in positivo…Buona Pasqua

  5. Pingback: Scuola primaria: colloqui con gli insegnanti (2) | genitorifigli

  6. In effetti se hanno avuto un colloquio, il/la terapeuta dovrebbe aver già dato dei suggerimenti agli insegnanti.
    Noi avevamo scelto la via della relazione scritta perché non era stato possibile fare incontrare insegnanti e terapeuta. Se nel vostro caso invece il colloquio c’è stato questi suggerimenti dovrebbero essere già stati trasmessi verbalmente agli insegnanti.

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