Riflessioni sul rientro a scuola (per genitori)

gessetti

La settimana scorsa è ricominciata la scuola anche per il nostro ometto: nuovi maestri, nuovi compagni, nuovi orari. Come ho raccontato qui e qui, la prima elementare è stata a dir poco complicata, sia per noi sia per per lui, tanto che alla fine abbiamo preferito fargli cambiare classe e impegno orario. Siamo passati da 40 a 30 ore settimanali.

Proprio considerando l’esperienza passata ho cercato di pensare a delle linee guida, che mi aiutino ad affrontare il nuovo anno scolastico.

Non intendo certo parlare di consigli sul rientro a scuola o di come fare amare la scuola ai bambini, di quelli già pullulano moltissime pubblicazioni (come il blog dedicato alla scuola del Corriere “Scuola di vita” o il post scritto dall’autrice di Scuolainsoffitta per Mamme nella Rete), bensì voglio condividere con voi qualche riflessione più personale.

La cosa più importante è: Mettersi in ascolto

Ripensando allo scorso anno scolastico mi sono resa conto che, pur impegnandomi ad essere una mamma attenta e consapevole, non sempre sono riuscita a comprendere fino in fondo quello che accadeva nella testolina del nostro bambino.

Con la prima elementare, infatti, i nostri figli entrano in un “mondo alieno” dove devono ricostruirsi un ruolo e dei punti di riferimento.

Non sempre, infatti, ritroveranno nella nuova classe i compagni della scuola dell’infanzia e per alcuni questo è molto destabilizzante. Non per tutti, eh! Ma per alcuni lo è.

Per nostro figlio lo è stato, ma è stato difficile capire come si sentisse davvero, perché continuavamo a guardarlo attraverso il filtro dell’immagine che ci eravamo fatti di  lui negli anni precedenti, ossia di un bambino perfezionista, che tiene molto all’approvazione degli adulti di riferimento e che fa molto affidamento sulle regole, perché sembra gli diano sicurezza. Insomma, un bambino che, in teoria, non avrebbe dovuto avere alcun problema ad adattarsi alla nuova realtà.

Per noi, quindi, è stato uno shock scoprire che in classe si trasformava in un bambino che non ci sembrava il nostro e non sapevamo come comportarci. E qui viene il secondo punto, forse il più difficile: mantenere un certo distacco e non “stare troppo addosso” al bambino.

Tutti i giorni, ma proprio tutti, gli chiedevamo come fosse andata a scuola, sottintendendo: “Ti sei comportato bene? Ti sei distratto? Hai cantato o parlato troppo durante le lezioni?”
Come dicevo lui è un perfezionista (la nostra immagine non era sbagliata, andava solo ritarata) e soffre molto se non riesce a soddisfare le aspettative che lui stesso si pone o quelle degli adulti di riferimento, perciò sentiva una pressione fortissima, sia da parte nostra sia da parte delle insegnanti prevalenti – che purtroppo non lo hanno aiutato in maniera costruttiva.

Per questo, con l’inizio del nuovo anno scolastico ci stiamo imponendo di non “assillarlo”: i primi due giorni ci siamo limitati a chiedergli cosa pensasse dei nuovi maestri e dei compagni, oppure come si sentisse, e solo al terzo giorno di scuola abbiamo azzardato una domanda sulla sua distrazione.
So che non è un argomento facile – gli ho detto – ma vorrei chiederti come sta andando la concentrazione a scuola…
E lui, orgoglioso, ha dichiarato: “Bene mamma finisco i compiti assegnati nei tempi giusti… e mi avanza anche del tempo!!

Forse è maturato, forse il nuovo ambiente lo rende più sereno, o forse è solo l’entusiasmo dei primi giorni… per ora non possiamo fare altro che apprezzare questa fase di grazia.

Insomma, quello che voglio dire è che ho capito che la scuola primaria è un ulteriore passo verso l’autonomia e l’affermarsi del bambino come essere distinto dai genitori che, dal canto loro, devono mettersi in ascolto, stargli vicino, ma allo stesso tempo riuscire a mantenere un certo distacco e non stargli (troppo) addosso. Solo così, credo, i nostri figli potranno camminare più sicuri lungo il loro percorso di crescita.

E voi cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza di rientro a scuola o di debutto alla scuola primaria?

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11 pensieri su “Riflessioni sul rientro a scuola (per genitori)

  1. Eh già il rientro a scuola… anche noi siamo in attesa di verificare alcune cose … il rietro dopo una prima settimana di assenza del suo amico un po’ casinista non ci consola affatto… vedremo se i richiami meno scherzosi dell’anno scorso funzionranno

  2. ciao…ti seguo anche qui….mi piace quello che hai detto ma tra il dire e il fare…insomma i miei twins hanno cominciato la 1° in classi separate, sembra tutto bene ma naturalmente si comincia a notare quanto l’orario lungo pesi rispetto allo stesso orario ma di gioco della materna…. il rapporto con insegnanti è più legato all’apprendimento non sottoforma di gioco e risulta + difficile da accettare….stanno socilizzando un pò ma spero che si crei un bel gruppo…! intanto incrocio le dita….

    • Per quello che ho vissuto, tutto dipende prima di tutto dal “buon senso” degli insegnanti, se sanno osservare davvero i bambini, sapranno aiutarli al meglio sia a inserirsi nel gruppo, sia ad accettare pian piano il diverso approccio rispetto alla scuola materna.
      Sii fiduciosa!

  3. Avete fatto bene a cambiare…..Uh certo che 40 ore erano tante… da noi se ne fanno 27 (non si può scegliere). Per mio figlio ha contato tantissimo l’anno scorso avere in classe i suoi compagni della scuola materna, per lui è stata una sicurezza in più.

    • MdS, da noi su cinque sezioni soltanto una offre la possibilità del “modulo” a 30 ore e per noi il tempo pieno era quasi obbligato.
      Quest’anno mio marito e mia suocera faranno molti sacrifici di organizzazione e tempo per permettere al piccolo di stare a scuola meno ore…
      E poi un altro vantaggio è che sono poche le famiglie che compiono questa scelta, perciò nella nuova classe sono solo in 18…

  4. Salve,questo e’ il mio 2°intervento su questo forum.in due parole descrivo cosa succede nella scuola pubblica di mio figlio,2 elementare .Nell’intervento precedente si era arrivati alla conclusione che il mio temperamento nei confronti delle maestre non portava buoni risultati.Infatti tutto come previsto.Tengo a precisare che la scuola di oggi e’ notevolmente cambiata ,in meglio non direi proprio,visto cio’ che vivo con mio figlio.Ma il problema non e’ giudicare la scuola in se stesso.Dopo vari colloqui con maestre e dirigente si e’ arrivati ad una conclusione.Da parte della Dirigente,appoggiate dalle maestre mi si chiede di ritirare il bambino dalla scuola perche’ molto vivace,non fa proseguire il programma scolastico a causa della sua condotta,non percepisce i rimproveri…etc.Premetto che tutto cio’ al di fuori delle mura scolastiche non avviene.Senza nessuna richiesta scritta formalmente,solo a voce,mi si chiede di far controllare il piccolo da un medico psicologia infantile ..Adesso io dico..E’ normale tutto cio’??La maestra fa da portavoce alla dirigente,mi assilla ,ho detto che lei non puo’ chiedermi nulla di cosi’ privato.Se ce ne fosse bisogno ,la scuola e’ tenuta a scolarizzare il bambino e se la maestra non e’”capace”o ha difficolta’,che sia lei a chiedere un supporto con un ulteriore sostegno,con una insegnante di sostegno o chiedere un consulto medico,in stretta collaborazione genitori/scuola… Di certo non possono essere i genitori ad entrare in classe e scolarizzare i propri figli.Si e’ fatto gia 2 incontri ..privatamente,con i medici ,a voce hanno detto che il bambino non ha nessuna patologia di iperattivita’,e’ solo molto vivace …Dicono che saranno loro a mettersi in comunicazione con la scuola ,ma gia’ dopo 10 giorni ancora non ho notizie,e a dire di altri ,e’ la maestra che non ha preso a simpatia non tanto il piccolo ,ma noi genitori,In classe una maestra in particolare grida sempre mio figlio,lo posiziona con volto rivolto verso la lavagna non solo per copiare cio’ che c’e’ scritto,non appena gira lo sguardo lo impone a non guardare i compagni di classe..Insomma potreste dirci :perche’ no cambi scuola o classe…? Ma il problema non e’ il bambino e’ la maestra in particolare che non e’ capace di affrontare la situazione ..no ha modi adeguati al suo incarico…Tutto naturalmente a stretta collaborazione con la Dirigente del plesso..Cosa consigliate ..di fare? Intanto in pagella e’ arrivato il 6(sufficiente) non e’ un giudizio positivo(ed e’ inventato naturalmente…perche’ e’ negligenza della maestra)….ma se tarda il sostegno ,se la maestra non lo chiede e aspetta noi che lo ritiriamo,di mezzo non ci andiamo mica i genitori…?? Di sicuro per questo anno non lo ritiriamo..si farebbe un danno al piccolo ,7anni,siamo in attesa dei medici che hanno preso l’impegno di effettuare un colloquio con la scuola per impostare meglio le 5 ore che effettua ,magari consigliano di farlo uscire all ore 12,,ma sempre devono comunicarcelo..non possiamo arbitrariamente ritirarlo noi…Concludo dicendo che in mancanza di testimonianze valide …il responso si ha solo consultando carte scritte…referti medici e documentazione che ci dovrebbe fornire la scuola .Ma se i referti constatano che il piccolo non ha nessun problema…si possono chiedere con quali metodi di giudizio scolarizzano i nostri figli,se scrivono un giudizio,non e’ mica oro colato????Non possiamo richiedere qualcosa???

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