Ma io…quando gioco???

Quest’anno mio figlio ha iniziato la scuola!
Tralascio le emozioni e i sentimenti del giovane padre con giovane figlio durante queste settimane…

Da giovane padre di giovane figlio, però, ciò che mi ha più colpito è l enormità di volantini flyer, foglietti e fogliettini dei più svariati corsi, prove gratuite, open day e altre fantastiche iniziative che mio figlio doveva assolutamente provare.
Con un po’ di curiosità e allo stesso tempo di dubbi in questi giorni le abbiamo provate un po’ tutte, anche se , rispetto ad altri compagni di Matteo, ci siamo notevolmente contenuti.
Lo sport penso sia importante, e  ricordo che anch’io ai miei tempi (non molto tempo fa eh!) mi accostai a vari corsi ginnici sin dalla prima infanzia, però erano altri tempi, e molti concetti e pratiche non passavano neanche per la testa a genitori e allenatori.

Oggi, ad esempio, mi accorgo che tutto è “propedeutico”. Ogni attività ha il suo corrispettivo propedeutico, per avvicinare anche i più piccini a fare… danzacantobasketcalcioalteticanuotosincronizzatopattinaggioequitazione… E poi vai di due Allenamenti a settimana, della partita della domenica, dei tour per la provincia a portarlo a raduni impossibili… Il mio cervello iniziava a creare un fantafilm abbastanza inquietante…. Mentre pensavo a quanto fossi retrogrado io nel pensare che mio figlio forse aveva bisogno di tempo libero, ma proprio solo libero… Mentre mi confrontavo con mia moglie su come si poteva fare per accompagnarlo nelle varie discipline, mentre il nonno si proponeva di accompagnarlo in ogni dove, Matteo espone una domanda semplice e ovvia:

“Ma io, quando gioco?”

Ecco, appunto!
Richiesta quantomeno opportuna. Per un bambino da poco catapultato nel mondo della scuola, che deve imparare nuove regole, spesso pesanti per lui, forse l’ingresso nel mondo sport (o passione culturale) può anche essere posticipato.
Con queste parole non voglio denigrare chi accompagna a destra e manca i propri figli per tornei saggi e competizioni…. Sicuramente prima o poi anche io entrerò con Matteo in questo universo. Però non sempre bisogna spingere sull’acceleratore.
La scelta presa, cioè di non scegliere nulla, è stata forse la prima scelta condivisa che ho fatto con mia moglie e mio figlio.
Abbiamo deciso quindi che in prima elementare per Matteo è più importante interiorizzare la figura scolastica dell’insegnante. Forse dopo sarà anche più facile capire cosa dice e come si comporta un istruttore sportivo o un insegnante di musica.
Per quest’anno quindi va bene così: giocare coi lego dopo la scuola è un ottimo hobby.

E voi cosa ne pensate, i vostri bambini a che età hanno iniziato a praticare un’attività sportiva, anche “solo” propedeutica?

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4 pensieri su “Ma io…quando gioco???

    • Noi siamo convinti della scelta fatta. Abbiamo deciso che quando sará Matteo a chidere di fare un’attività allora sceglieremo come impegnarci. Sicuramente questo nostro pensiero ci vede in minoranza…non ti preoccupare, non sei sola!

  1. Caro Elia, io non sarei così drastica nel giudicare le attività extrascolastiche dei bambini.
    Non tutte richiedono un impegno superiore alle due ore settimanali (Gugo l’anno scorso faceva danza e quest’anno ha iniziato con il kung-fu e ti assicuro che l’impegno non va oltre i due pomeriggi a settimana per un’ora ciascuno).
    Tuttavia credo sia importantissimo considerare la posizione e i desideri del bambino, proprio come avete fatto voi.
    Anche noi abbiamo assecondato inclinazioni e desideri di nostro figlio e non ce ne siamo pentiti, perché vedevamo la felicità nei suoi occhi alla fine di ogni lezione!!

    • Credo che l’importante, e la cosa che spesso si dimentica, è capire i tempi di ogni bambino… A scuola tutti sono obbligati ad omologarsi alle richieste, che si basano sull’efficenza e velocità del risultato. Anche negli sport e nelle attività culturali questi elementi sono ricorrenti… E non sempre tutti i bambini sono pronti ad affrontare questo stress. Mi chiedo se tutti i genitori se ne accorgono o si lasciano trasportare dall’eccitazione ( del figlio e del genitore) di vedere il bambino aspirante calciatore, nuotatore, ballerino, astronauta ecc ecc…

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