Video(giochiamo) insieme

videogiochi.jpgSiamo sempre stati una famiglia non troppo convinta dei videogiochi, ma i figli crescono e oggi sono molto più esposti di quanto non lo fossimo noi, alla tecnologia e ai videogiochi.

Lollo, quindi, per il suo compleanno ha chiesto la WII, e visto che si era ben comportato e che la scuola stava andando molto bene… lo abbiamo accontentato. Abbiamo acquistato la Wii con il gioco di Inazuma che tanto desiderava. Chiaramente un gioco non era sufficiente, così abbiamo preso anche un gioco di sport e un amico ci ha prestato Super Mario!

Ecco abbiamo iniziato a giocare e abbiamo scoperto, udite udite, che si può giocare insieme non solo contro!
Abbiamo iniziato a giocare nella stessa squadra di calcio e nella stessa partita ed avventure di Super Mario. Non solo, giocando insieme sono emerse delle tematiche interessanti come il gioco di squadra: bisogna fare attenzione a dove è il compagno mentre si gioca e fare in modo di collaborare, cose che naturalmente ripetiamo costantemente anche quando si gioca dal vivo. Il bello è stato scoprire, che l’apprendimento del concetto di gioco di squadra può avvenire anche attraverso un video gioco!

Insomma, forse, se usata bene… anche una Wii può essere uno strumento educativo.

Certamente, ma non se il bambino ci gioca sempre da solo, senza cioè una controparte che gli faccia da specchio e da dialogo costante, facilitando la cooperazione e il confronto!

… e voi videogiocate con i vostri figli? Come?

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4 pensieri su “Video(giochiamo) insieme

  1. Se mi capita di proporre a Giaime una mezzoretta di Wii posso contare su livelli di entusiasmo da vigilia di Natale. I problemi che subito sorgono sono però di due tipi:
    a) lui sceglie un gioco dove io sono una pippa totale? Allora è capace di lamentarsi di quanto io sia scarso per tutta la sera;
    b) lui sceglie un gioco dove io lo straccio? Allora devo fare un lavoro di “educazione al saper perdere” che manco una seduta di psicanalisi da 300€/h…
    In linea di massima però ci divertiamo molto insieme, ma non derogo comunque mai alla regola del limite temporale: in genere max 45 minuti con possibilità di “ultima” partita extra. Solo la notte di capodanno, se la trascorriamo con suoi amichetti, sono autorizzati a giocare fino a che non gli viene a nausea (in genere finiscono prima le batterie del telecomando.

      • ho scoperto da poco un gioco dove possiamo collaborare invece che sfidarci. È Skylanders e si gioca tutti assieme quindi si possono superare assieme le difficoltà, aiutarsi a vicenda, ecc. ecc. Forse è la risposta ai problemi di cui sopra. Anche se personalmente il fatto di doverci mettere dell’impegno nell’insegnare ad un bambino a “saper perdere” non lo trovo così drammatico. Anzi, forse è più “protetta” una situazione in cui gli insegno che perdere non è un dramma tra le mura domestiche del rischio bullismo (mio figlio è leggermente autistico) insito nella presa in giro tra bambini che può diventare pesante se il perdente è sempre lo stesso.

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