Intervista a Rachele Racconta: la scuola dell’infanzia in Germania

Eccoci arrivati a un nuovo appuntamento alla scoperta delle scuole all’estero. Questo mese ne parliamo con Rachele, del blog Rachele Racconta, che dallo scorso anno si è trasferita con la sua famiglia in Germania.
I bambini di Rachele, Fede e Marco, hanno cinque e tre anni e l’inserimento non è stato semplicissimo, anche perché i piccoli non parlavano una parola di tedesco. 

rachele-racconta

– Da quanto tempo vivi all’estero? I tuoi figli frequentavano già la scuola prima del trasferimento, oppure hanno iniziato il ciclo scolastico nel paese in cui vivi ora?
Viviamo in Germania dai primi di settembre del 2013, giusto in tempo per l’inizio delle scuole. Marco ha 3 anni, andava al nido a Milano e ora è al primo anno di materna. Fede ha 5 anni, ha già fatto 2 anni di materna a Milano e ora è al terzo anno qui.

– Se avevano già iniziato la scuola, come hanno vissuto il cambiamento?
Per Marco, il più piccolo, il cambiamento è stato molto pesante, ma mi consola pensare che la scuola materna è un inizio difficile per tanti, anche rimanendo nella propria città.
Per Fede invece è stato più facile, ma dal punto di vista della lingua è ancora molto dura. Non conoscevano una parola di tedesco.

– Che approccio usate per mantenere l’uso della lingua italiana?
In casa ovviamente si parla solo italiano. I bambini passano diverse ore all’asilo, quindi il tedesco lo impareranno lì!

– Come ti sei orientata nella ricerca di una scuola?
Diciamo che la scelta è stata imposta perché molti asili erano già pieni fino al 2015! Comunque l’asilo che frequentano era la mia seconda scelta, perché ha un giardino enorme e attrezzatissimo.

– Quali sono state le principali difficoltà (se ce ne sono state) che hai incontrato?
Difficoltà molte. Sia per i bambini che per me, mi sembrava di “abbandonarli” in un posto inospitale, e loro erano molto frustrati poiché non capivano nulla. Dal canto mio non riuscivo a trasmettere alle maestre il nostro stato d’animo, e quelle sono tedesche, non sono comprensive come da noi, dopo 5 minuti si aspettavano che li lasciassi lì e me ne andassi anche se i bimbi mi imploravano di restare ancora un minuto per aiutarli a capire qualcosa… è stata dura psicologicamente.

– Come si svolgono i colloqui e tra genitori e insegnanti nella vostra scuola?
A dicembre abbiamo fatto i primi colloqui. Una maestra incontra i genitori nel pomeriggio per circa un’oretta: chiede come si trova il bambino e poi dice la sua. In questo ho trovato molte analogie con l’asilo italiano.

– Quali sono le principali differenze tra il sistema scolastico del paese in cui vivi e il sistema scolastico italiano?
L’unica che conosco per il momento riguarda l’inserimento a scuola: si fa una visita medica prima dell’estate, e se il pediatra riscontra che il bambino per qualsiasi motivo non è ancora pronto per affrontare la scuola elementare, gli fa fare un anno in più di asilo. Se la visita è ben fatta, personalmente la trovo una cosa ottima.

– Sei soddisfatta della scuola frequentata dai tuoi figli? Perché?
Sì, tantissimo! Perché sono in un asilo che sembra un paradiso! Vorrei andarci io! 🙂
E’ tutto nuovo, tutto bello, i giochi funzionano, li portano in giardino ogni giorno, hanno una palestra intera per correre e sfogarsi, viene ogni lunedì una maestra di pallamano, fanno un corso di musica esterno, e ogni bambino ogni giorno può scegliere autonomamente che attività fare quel giorno.
Le maestre hanno un approccio diverso rispetto a noi, diciamo che stanno lì a “guardare” i bambini, ci interagiscono poco e li lasciano liberi di sbrigarsela da soli in tutto.
L’unica pecca è… la mensa! Considera che ogni 15 giorni per pranzo ci sono le brioche con salsa di vaniglia, e una volta perfino il risolatte con le amarene! Sarà mica un pranzo quello? Vabbè, son tedeschi…

– Prova a dare tre consigli su come migliorare il sistema scolastico italiano.
1) Un direttore per ogni asilo, sempre presente. A Milano la dirigente ne gestiva sette!
2) Un corso di formazione all’estero per i direttori, per vedere come si può far funzionare bene le cose.
3) Fare un bel repulisti di maestre svogliate. Quelle nuocciono alla scuola italiana più di qualsiasi altra cosa.

– Infine una domanda più pratica: potresti schematizzare brevemente l’organizzazione scolastica del paese in cui vi trovate (riferito al grado frequentato dai tuoi figli)?
La scuola materna è come da noi: dai 3 ai 6 anni di età, o 7 se il medico lo consiglia. L’ingresso è dalle 7 alle 10, l’uscita dalle 14 alle 17, ma se avverti puoi comunque entrare o uscire fuori dagli orari canonici.
E’ privata perché di statali/comunali non ce ne sono. Con il pranzo compreso costa 230 euro al mese per il primo figlio, la metà per il secondo ed è gratis dal terzo in poi.
Ci sono tre maestre per ogni classe, tutte sempre presenti fra le 9 e le 16. In ogni classe ci sono al massimo venti bambini, ma quest’anno ne hanno solo dodici in ogni sezione!
Si vestono ciascuno a modo suo, per dormire dopo pranzo li spogliano in mutande e canottiera, e mio figlio è stato raffreddato finché non gli ho portato la maglia del pigiama, e ora è l’unico vestito! 🙂
Fanno colazione fra le 9 e le 9.30 con cibi portati da casa.
Si pranza alle 12 con le cose preparate (o meglio, scongelate) dalla cuoca interna.
Si fa merenda alle 14 con verdure e frutta.
Di gite ne fanno spesso ma senza chiedere soldi alle famiglie perché vanno con i mezzi pubblici, che sono gratuiti per i bambini.
Non esistono scioperi e chiusure all’infuori di Natale e due settimane ad agosto. (Un giorno che c’è stata una riunione di aggiornamento delle maestre, hanno fatto una raccolta di nomi dei bambini che non potevano uscire prima, e hanno garantito una maestra appositamente per loro. Non c’è niente da fare, è un altro mondo…).

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Un pensiero su “Intervista a Rachele Racconta: la scuola dell’infanzia in Germania

  1. Molto interessante l’esperienza di Rachele: specialmente per me visto che fra un anno e mezzo toccherà anche a noi il Kindergarten (scuola materna) qui in Germania! Per ora stiamo per iniziare il nido e anche nel nostro caso la scelta è stata quasi obbligata, considerato che trovare posto in città è difficilissimo (a meno di non iscrivere il proprio pargolo ancor prima che nasca)! La grande differenza con la materna, però, mi sembra essere l’inserimento che nel caso della Krippe (l’asilo nido dai 6 mesi ai 3 anni) può durare da una fino ad addirittura quattro settimane e segue uno schema prestabilito…

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