Mario Lodi: possedere un cuore è un motore potente.

Mario Lodi

Il post di oggi parla di una persona che a me come educatore e genitore ha insegnato tanto nella sua semplicità. In  questo link trovate un video molto bello che lo rappresenta nella sua complessa semplicità di insegnante ed educatore: 

http://www.raiscuola.rai.it/articoli/mario-lodi-un-metodo-di-insegnamento/5463/default.aspx

Chi era Mario Lodi?
Mario Lodi è stato un pedagogista, scrittore e insegnante italiano (Piadena, 17 febbraio 1922 – Drizzona, 2 marzo 2014).
Espo­nente di spicco del Movi­mento di Coo­pe­ra­zione edu­ca­tiva, rappre­senta uno dei giganti di quella peda­go­gia popo­lare del Novecento per cui l’Italia si è distinta in tutto il mondo. Una capacità ecce­zio­nale nell’ascolto di tutti. L’opera che ne testi­mo­nia in modo più pun­tuale e sor­pren­dente la sua intensa e pro­fonda attività didat­tica è rap­pre­sen­tata forse dall’opera “Il mondo”, costruita insieme ai suoi alunni (per una biografia più dettagliata leggete QUI).

Mario Lodi racconta la propria esperienza di maestro nella speranza che la sua testimonianza possa fornire dei suggerimenti ai maestri di oggi che si trovano a vivere una scuola con tanti problemi.

Una capa­cità ecce­zio­nale nell’ascolto di tutti: da chi era seduto nel primo banco a chi era seduto nell’ultimo. L’opera che ne testi­mo­nia in modo più pun­tuale e sor­pren­dente la sua intensa e pro­fonda atti­vità didat­tica è rap­pre­sen­tata forse dall’opera in cin­que volumi Il mondo, costruita insieme ai suoi alunni. Lodi ha ridato valore alla scuola e ha con­tri­buito a ridi­se­gnarne una meto­do­lo­gia che mette il bam­bino al cen­tro dell’attenzione. Dopo l’esperienza di docente della scuola pub­blica ita­liana, ini­ziata negli anni imme­dia­ta­mente suc­ces­sivi alla seconda guerra mon­diale, la sua atten­zione alla peda­go­gia è pro­se­guita fino alla fine del 2013 attra­verso l’Associazione cul­tu­rale «Casa delle Arti e del Gioco». Obiet­tivo: costruire un cen­tro di studi e ricer­che sui pro­blemi dell’età evo­lu­tiva, sui pro­cessi di svi­luppo della cono­scenza e della cul­tura nel bam­bino, con rela­tiva pro­du­zione di docu­men­ta­zione biblio­gra­fica, ico­no­gra­fica, audio­vi­siva, mul­ti­me­diale.
Spe­riamo che tutto non scom­paia insieme a lui per­ché è que­sto un momento in cui la rifles­sione sulla sua opera e su tutta la sua atti­vità può essere fon­da­men­tale per rifon­dare quella scuola pub­blica in cui Mario Lodi ha sem­pre creduto.

Mario Lodi rappresenta bene la complessità di educare oggi e di vivere la libertà dell’educazione.

In una bella intervista, alla domanda: E al maestro di oggi cosa suggerirebbe?  Risponde

«Possedere un cuore, che è un motore potente. E poi attaccarsi al bambino, seguirlo con dedizione, riuscire a scrutarne i talenti nascosti. Senza mai dimenticare che il compito della scuola è trasformare un gregge passivo in un popolo di cittadini pensanti» (La Repubblica di Simonetta Fiori).

I suoi libri, le sue positive, ma soprattutto la sua esperienza diretta sono sempre fonti di semplice ispirazione per ricordarci chi sono i bambini e quali talenti hanno e come bisogna ogni giorno valorizzarli per farli crescere dei cittadini consapevoli.

Spesso ce lo dimentichiamo e lui ce lo ricorda… una buona occasione per ritornare a leggere con Lorenzo la storia di CIPI e ridirsi quando è importante essere attivamente liberi.

Voi lo avete letto?

Cipi’

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