Didattica con il tablet in seconda elementare?

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Al consiglio di classe della scuola di Lollo, hanno proposto la sperimentazione del progetto Snappet che prevede che le scuole possano aderire in modo sperimentale gratuito per 30 giorni all’iniziativa e poi decidere se continuare o meno (chiaramente a pagamento) al progetto che prevede:

  • Un tablet con accessori per ogni alunno
  • più di 1.000 lezioni tablet che seguono i metodi tradizionali di insegnamento e gli obiettivi d’apprendimento ministeriali
  • Accesso al Creatore di Esercizi (modulo per creare esercizi/lezioni/verifiche per i tablet)
  • Applicazioni educative e divertenti di terze parti.

Il progetto è stato presentato per le seconde e le quinte della scuola di Lollo e alcuni genitori erano poco convinti dell’utilità di introdurre il tablet come strumento didattico.  Io concordo appieno con il commento della sua insegnante di italiano che sottolineava come, se ben usato, supporta molto bene il processo di autonomia e di autocorrezione da parte degli alunni che, infatti, possono vedere le risposte errate e correggerle. L’insegnante vede quali sono state le risposte corrette (in arancione) e può valutare anche questo dato nel voto.

Nell’istituto di Lollo questa iniziativa rientra nel progetto una scuola senza zaino in cui si stanno studiando soluzioni per ridurre il numero di libri e di materiale cartaceo in generale a favore di altri strumenti e supporti che possano anche essere più inclusivi per chi ha problemi di dislessia o di discalculia.

Al momento il progetto con i tablet e i percorsi didattici sembra funzionare bene… vedremo se la scuola deciderà di aderire e quanto sarà il costo (per la scuola o la famiglia ancora non si sa!). Vi terremo aggiornati!

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3 pensieri su “Didattica con il tablet in seconda elementare?

  1. Sono un insegnante che fa laboratori di informatica nella primaria. Vorrei togliere un grande equivoco: i computer servono e sono grandi risorse se usati bene, ma non servono a imparare a scrivere, nemmeno a autocorreggersi (ci sono ben altre metodologie iniziate un secolo fa dalla Montessori). Non dico alla produzione e esposizione di idee e quindi nella formulazione dei periodi (aspetto principali – e quindi pessimi aiuti se usati come prima gettata), ma ancor meno nell’ortografia con i pessimi correttori automatici. Ormai nei più recenti corsi di aggiornamento si sconsiglia il PC anche per chi ha disturbi specifici di apprendimento. Insomma serve per fare le famose belle copie se si usano programmi di testo. Io sconsiglierei belle brutta e bella in seconda, ergo… Altrimenti altre belle cose. Ma non ditemi che facilitano l’autocorrezione…

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